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Il Brenta, con il Piave, è considerato uno dei due fiumi che hanno generato la Laguna di Venezia. Il deflusso delle acque del Brenta, all’uscita dalla sbocco dalla valle Canale di Brenta, a sud di Bassano del Grappa , hanno interessato nei secoli l’attuale territorio compreso tra il percorso del Bacchiglione e del Tergola e del Muson. Il Medoacus Nell’epoca romana , e fino all’alto medioevo, il Medeoacus proseguiva dopo Bassano, secondo il Baldan[2], con due percorsi. Il ramo destro transitava per Friola, Carmignano, Gazzo, Grossa (frazione di Gazzo), Malspinoso (località di Piazzola sul Brenta), Poiana (località di Campodoro), Lissaro (località di Mestrino), Mestrino, Rubano, Sarmeola (frazione di Rubano) ed entrava in Padova nella zona di Sant’Agostino. Il ramo sinistro partiva sempre da Friola, Fontaniva, Carturo, Presina e Tremignon, frazioni di Piazzola sul Brenta, Curtarolo, Limena, Taggi (frazione di Limena), Ponterotto e Montà (località di Padova) entrando nel centro di Padova presso gli Scalzi. Nel 589 ci fu una terribile alluvione che sconvolse nel Veneto centrale gli alvei di ben quattro fiumi : l'Adige, il Bacchiglione, il Brenta, il Cismon. Uno sconvolgimento tale[1] che il fiume Cismon cambiò addirittura il bacino fluviale passando da quello del Piave a quello del Brenta. L'alluvione[2] spostò in quella occasione le acque del ramo destro del Brenta a Curtarolo per proseguire per Limena , Vigodarzere , Torre (frazione di Padova), Noventa Padovana , abbandonando così la città di Padova, per poi bifocarsi in due nuovi rami a Villatora (frazione di Saonara) . Secondo gli storici Temanza[4], Gloria[3] e Baldan[2] questi alvei erano individuati come Medoacus Minor e Maior. Tracciato del Medoacus Maior e del Medoacus Minor - Temanza -1761 Medoacus Minor [modifica] Il Medoacus Minor, scendeva, secondo il Gloria[3] "attraverso Camino ( Camin, frazione di Padova, vicina a Villatora) , Saonara, Legnaro del Vescovo, Arzarello (frazione di Piove di Sacco), Arzergrande, Vallonga (frazione di Arzergrande), Rosara (frazione di Codevigo) non lungi da Corte (frazione di Piove di Sacco), fino alla laguna, (nell'area del presidio militare di Venezia della Torre delle Bebbe) , quasi dirimpetto a Portosecco, (nell'isola veneziana di Pelestrina); ramo che venne successivamente deviato al Porto di Brondolo, posto a sud di Chioggia nel secolo quinto.” Medoacus Major Il Medoacus Major proseguiva per Stra e Fiesso d'Artico. A Fiesso c’era una nuova biforcazione. Il ramo principale proseguiva per i territori di Paluello (frazione di Stra), Sambruson (frazione di Dolo), e Lugo di Campagna Lupia e sfociava in laguna di fronte al porto di Malamocco. Il ramo minore (con portate d’acqua insignificanti ) continuava per Dolo, Mira (VE), Oriago, Fusina, ovvero il percorso della Brenta Vecchia. In alcuni altri documenti[4] questo ramo minore è stato definito nei secoli anche con il nome di Una e Praealtum.
Nel 819, al momento del trasferimento dei monaci benedettini di San Servolo nell’ Abbazia Sant'Ilario di Venezia, i canali del delta del fiume Brenta erano individuati con questi nomi : · l’Una , un ramo minore del Medoacus Major che deviava da Dolo verso Fusina · il Clarino (in località Dogaletto del Comune di Mira (VE) , dove fu costruito il primo monastero), · il ramo del fiume che passava per Lova di Campagna Lupia (individuato anche come "Mino Medauco") , · il fiume Cornio che arrivava fino a sud di Padova passando a nord di Lova e di Bojon[5] · altri canali fra i quali Gambararia, Seuco ed Avisia, ...
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