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Il principio dell'integrazione delle esigenze in materia di ambiente nelle politiche dell'Unione è ormai una delle basi dell'azione comunitaria in materia di ambiente.Il trattato di Amsterdam prevede l'integrazione delle esigenze connesse con la tutela dell'ambiente nelle politiche e azioni comunitarie. L'obiettivo ultimo è lo sviluppo sostenibile ossia, per riprendere la definizione tradizionale, uno sviluppo rispondente alle esigenze del presente che non comprometta la capacità delle generazioni future a soddisfare le proprie. In altri termini, la crescita odierna non deve mettere in pericolo le possibilità di crescita delle generazioni future. La Corte di giustizia aveva affermato il carattere prioritario della protezione dell'ambiente nella causa relativa all'Associazione di difesa dei bruciatori di oli usati del 7 febbraio 1985. In seguito, le esigenze in materia di tutela dell'ambiente sono diventate una componente delle altre politiche della Comunità grazie all'Atto unico europeo. Il principio dell'integrazione della tutela dell'ambiente nelle politiche comunitarie è stato confermato nel quadro del trattato sull'Unione europea che stabilisce che "le esigenze connesse con la tutela dell'ambiente devono essere integrate nella definizione e nell'attuazione delle altre politiche comunitarie". Per applicare il principio di integrazione consacrato dal trattato, la Comunità ha varato una strategia per ottenere risultati concreti nei settori pregiudizievoli all'ambiente. Il processo di Cardiff (15 e 16 giugno 1998) A seguito di un'iniziativa presa dal Primo ministro
svedese al Consiglio europeo di Lussemburgo del dicembre 1997, il
Consiglio europeo di Cardiff ha creato le basi di un'azione coordinata a
livello comunitario in materia di integrazione delle
esigenze connesse con la tutela dell'ambiente nelle politiche dell'Unione
( Le considerazioni ambientali sono parte integrante
delle riforme della politica agricola comune
( Il Consiglio europeo di Vienna (11 e 12 dicembre 1998) Il Consiglio europeo di Vienna ha espresso il suo
apprezzamento per le prime relazioni presentate dal Consiglio (formazioni:
"Agricoltura", "Trasporti" e "Energia") e ha continuato gli impegni del
Consiglio europeo di Cardiff invitando tre nuove formazioni del Consiglio
("Mercato interno", "Industria" e "Sviluppo") a definire a loro volta le
proprie strategie. Consiglio europeo di Colonia (3 e 4 giugno 1999) Il Consiglio europeo ha ritenuto necessario definire un
quadro appropriato per la tassazione dell'energia
( Consiglio europeo di Nizza (7, 8, 9 dicembre 2000) In occasione del Consiglio europeo di Nizza è stata
presentata una relazione sull'integrazione delle
questioni ambientali nelle politiche economiche ( Consiglio europeo di Göteborg (15-16 giugno 2001) Il Consiglio ha adottato una strategia dell'Unione
europea a favore dello sviluppo sostenibile e ha aggiunto un pilastro
ambientale alla strategia di Lisbona (che copriva fino a questa data la
dimensione sociale e economica). L'obiettivo principale della strategia di
Lisbona è fare dell'Unione, entro il 2010, l'economia della conoscenza più
competitiva del mondo. Consiglio europeo di Laeken (14-15 dicembre 2001) Il Consiglio di Laeken ha espresso la sua soddisfazione
per l'adozione di indicatori chiave ambientali
( Consiglio europeo di Barcellona (15-16 marzo 2002) Il Consiglio europeo di Barcellona ha sottolineato che
la strategia dello sviluppo sostenibile deve garantire la coerenza tra le
varie politiche e gli obiettivi a lungo termine dell'Unione. Nei processi
di elaborazione delle politiche e di presa di decisioni, un'attenzione
equivalente deve essere apportata alle considerazioni di ordine economico,
sociale ed ambientale. A tale riguardo, si è felicitato per l'adozione
delle strategie d'integrazione delle questioni ambientali nelle tre
formazioni interessate del Consiglio (ECOFIN, "Affari generali" e
"Pesca"). Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (Johannesburg, 26 agosto-4 settembre 2002) A questo vertice sono stati adottati una dichiarazione politica, un piano di attuazione e diverse iniziative di partnership. Nel piano di attuazione sono stati inclusi gli obiettivi seguenti:
Altri accordi, raggiunti al vertice:
Sono state altresì annunciate partnership tra governo, settore privato e organizzazioni non governative per attuare questi accordi, abbinate a meccanismi di monitoraggio. L'Unione ha enormemente contribuito ai risultati del vertice di Johannesburg che ha sottoscritto. Consiglio ambiente (17 ottobre 2002) A questo Consiglio l'Unione ha sottolineato
l'importanza degli obiettivi adottati a Johannesburg per conseguire uno
sviluppo sostenibile a livello mondiale e ha confermato l'intenzione di
realizzarli e andare addirittura oltre. Consiglio europeo di Bruxelles (20-21 marzo 2003) Le conclusioni di questo Consiglio (detto "Consiglio di
primavera") sottolineano i notevoli progressi compiuti al processo di
Lisbona. La promozione della crescita sostenibile attraverso l'attuazione
della strategia globale per lo sviluppo sostenibile
(
Consiglio europeo di Bruxelles (25-26 marzo 2004) Nel corso di questa sessione il Consiglio europeo ha ricordato l'importanza di dissociare crescita e conseguenze negative sull'ambiente, nonché di migliorare l'efficienza energetica e accrescere il ricorso alle fonti di energia rinnovabili. Al fine di promuovere l'adozione di soluzioni efficaci e l'attuazione delle decisioni dell'UE in materia di cambiamento climatico, ha invitato a tener conto dei costi potenziali che rischia di comportare l'inazione delle parti. Ribadendo la volontà dell'UE di realizzare gli obiettivi del protocollo di Kyoto , ha invitato i paesi che non hanno ancora ratificato il suddetto protocollo a provvedere in tal senso. Inoltre, in vista della preparazione del dibattito che si terrà in occasione del Consiglio europeo della primavera 2005 sulle strategie di riduzione delle emissioni a medio e lungo termine, ha chiesto alla Commissione di preparare una analisi costi/benefici delle strategie che tenga conto delle considerazioni sia ambientali che economiche. Infine, sottolineando la necessità di promuovere tecnologie rispettose dell'ambiente e, in tale contesto, di attuare il piano d'azione a favore delle ecotecnologie , il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti di prevedere gli strumenti finanziari necessari a tal fine.
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