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Le corti benedettine |
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Gran parte del territorio di pianura nella zona meridionale del padovano era da secoli regno di valli, paludi ed acque stagnanti tanto che il Petrarca a seguito del suo soggiorno ad Arquà sollecitava il Signore di Carrara ad intraprendere un’opera di bonifica dicendo "soltanto in tal mezzo ti verrà fatto di crescere il pregio di questo bellissimo paese e raddoppiare la fertilità dei Colli ricchi del frutto di Minerva e Bacco…" La tipica casa rurale, allora, era il "casone" con la copertura in canna di palude e pavimento in terra battuta. Durante tutto il medioevo i benedettini di S. Giustina di Padova, che possedevano gran parte del territorio meridionale del padovano, nel tratto tra il Bacchiglione e l’Adige, procedettero ad una lenta e paziente opera di bonifica occupando e sistemando terreni boscosi, paludosi e vallivi e costruendo grandi complessi di tipo curtense dai quali dipendevano numerosi poderi disseminati nel circondario, ciascuno con la propria casa colonica di pertinenza.
Il percorso dei Monasteri Inizia da Padova lungo la SS. …. in direzione Legnaro dove si trova la Corte benedettina sede di Veneto Agricoltura (il complesso è costituito da diveri fabbricati costruiti in epoche diverse in quanto la proprietà del territorio ed il potere dei monaci di S. Giustina iniziati nel’ VIII sec continuarono sino al 1810 quando un editto emanato da Napoleone ne revocò la proprietà) quindi verso Piove di Sacco dove si può vedere il Monastero dei Santi Vito e Modesto (Il complesso esisteva già nel 1132 e fu un convento misto suddiviso tra monaci e monache sino al 1247. Da questa data sino al 1700 fu gestito dalle monache per poi diventare residenza privata. Si prosegue verso Pontelongo per raggiungere a Correzzola la Corte Benedettina Grande Vanezza (i monaci si insediarono in questa zona verso il 1129 iniziando un’opera di bonifica faraonica. Nel 1500 Correzzola divenne centro amministrativo della proprietà per cui fu costruita la corte Centrale con un’annessa scuderia mentre il territorio fu organizzato in 5 Gastaldie di 1000 campi ognuna) e per poi procedere verso Candiana dove si può osservare il Monastero di S. Michele (fu fondato dai benedettini cluniacensi nel 1097 e nella seconda metà del ‘400 fu ceduto ai Canonici Regolari di S. Salvatore cui è dovuto l’aspetto attuale del duomo di raffinata architettura attribuita a Lorenzo da Bologna. Entrambi furono - Lasciata Candiana si prosegue in direzione Agna verso Anguillara dove si può visitare la Corte Dominicale dell’Arca del Santo (questa gastaldia entrò a far parte dei possedimenti della Basilica del Santo nel 1405. I massari laici furono incaricati della bonifica e gestione di queste terre. La sede dominicale comprendente gli alloggi dei padri conventuali fu costruita tra il 1660 ed il 1665. Si risale quindi verso Bagnoli dove presso villa Widman si può leggere negli attuali edifici l’antico impianto del Monastero Benedettino (nel 954 Bagnoli fu donata ai monaci benedettini di S. Michele di Brondolo che vi edificarono il loro monastero e la chiesa di S. Michele Arcangelo). - Si prosegue verso Conselve e raggiunta Cartura ci si dirige verso Carrara S. Stefano dove in località due Carrare l’antica chiesa conserva le memorie del Monastero ad essa collegato. - Ritornando sulla strada provinciale in direzione Padova a Maserada può vedere quanto resta dell’antica corte, oggi trsformata in residence (la Gastaldia prospera tra il XII e XVI sec durante il quale fu ultimata la corte che comprendeva oltre ad una fornace anche un oratorio dedicato a S. Giustina), e poi a Bertipaglia in località Murà dove sorge la chiesetta di S. Stefano facente parte di uno dei primi insediamenti francescani . Infine proseguendo per Casalserugo e poi verso Padova si conclude l’itinerario.
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