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PRESIDENZA UE: DOPO CRISI GAS SPAZIO A BIOMASSE
(ANSA) - BRUXELLES - Primo passo concreto dell'Ue, dopo la crisi sul gas Russia-Ucraina: la presidenza austriaca di turno dell'Unione ha annunciato che nel semestre iniziato qualche giorno fa intende discutere a fondo sulle opportunitą derivanti dalle biomasse. A seguito dell' "allarmante" andamento dei prezzi del petrolio e "del contenzioso sul gas" tra Kiev e Mosca, "dobbiamo attivarci per ridurre la dipendenza dell'Unione europea" dagli idrocarburi quale fonte per l'energia in Europa, ha affermato in un comunicato il ministro dell'agricoltura e dell'ambiente, Josef Proll. "Quale presidente di turno, ho deciso di includere il piano d'azione sulle biomasse nell'agenda del consiglio agricolo Ue in programma il 23-24 gennaio", ha sottolineato Proll, precisando che nei prossimi quattro anni l'Europa potrebbe pił che raddoppiare l'uso delle biomasse quali fonte d'energia. "Attualmente le biomasse coprono circa 69 milioni di tonnellate equivalenti di energia", afferma il comunicato, sottolineando che, sulla base delle stime della Commissione Ue, "entro il 2010, questa cifra potrebbe salire fino a 189 milioni di tonnellate equivalenti", con effetti positivi sul fronte dell'occupazione nelle aree rurali e del calo delle emissioni di C02, oltre che degli investimenti nelle tecnologie. "Le nuove centrali nucleari non sono un'alternativa", precisa Proll "dobbiamo optare per un 'mix' energetico equilibrato piuttosto che investire in mega-centrali di elettricitą", ha sottolineato il ministro austriaco, ricordando che la recente crisi del gas ha evidenziato "il problema della dipendenza da un'unica risorsa". (ANSA). AGRICOLTURA: IL FUTURO SI CHIAMA BIOPLASTICA E BIOCARBURANTE
(ANSA) - ROMA 14 mar - Posate,
bicchieri, penne, fazzolettini, ossi per cani,
giocattoli e sacchetti per la spesa: sono tutti
oggetti di uso comune gia' realizzati in materiali
interamente biodegradabili. Un opportunita da
cogliere, secondo Franco Pasquali, segretario
generale della Coldiretti, per rigenerare
l'agricoltura cosi' come l abbiamo intesa fino ad
oggi. ''Si tratta di bioplastiche ottenute
dall'amido di mais, grano e patata (la cosiddetta
Mater-bi), prodotti dalle coltivazioni. Il
consumatore, se ne avesse l opportunita', senza
dubbio sceglierebbe questi articoli spiega Pasquali
- anche se al momento hanno un costo superiore''.
L'occasione per conoscerli e' stata la giornata ''No
food: agricoltura di frontiera'' organizzata oggi a
Roma in collaborazione con Greenaccord. ''A
differenza di una comune busta di plastica, a base
di polietilene, che impiega 20mila anni per essere
assimilata dall ambiente ha chiarito Mario
Malinconico, dell Istituto di chimica e tecnologia
dei polimeri, del Cnr di Pozzuoli - quella di
Mater-bi non dura piu di un anno, il tempo di essere
realmente utilizzata, nella comune logica dell'usa e
getta''. Questo e' solo un esempio di come si possa
dare un contributo determinante alla riduzione dei
gas serra: le prossime sfide per l agricoltura
saranno le bioplastiche ma anche i biocarburanti (biodiesel
e bioetanolo). ''Utilizzando residui agricoli,
forestali e dell allevamento ed installando pannelli
solari nelle aziende agricole, secondo gli studiosi
riferisce Coldiretti e' possibile arrivare a coprire
entro il 2010 fino al 13% del fabbisogno energetico,
risparmiando oltre 12 milioni di tonnellate di
petrolio, equivalenti a 30 milioni di tonnellate di
emissioni di CO2''. Intanto incalzano le scadenze
fissate dall Unione europea e dal decreto
agricoltura: ''Dal primo luglio 2006 ha ricordato
Pasquali - nei serbatoi di tutte le auto a diesel e
benzina dovra esserci almeno l 1% di biocarburanti,
con un incremento dell 1% ogni anno fino al 2010. L
obiettivo fissato dalla Ue e quello di sostituire,
sempre entro il 2010, il 5,75% dei consumi totali di
benzina e gasolio da autotrazione con biocarburanti''.
Secondo le stime di Coldiretti, questo significa un
impegno delle imprese agricole ad utilizzare 273mila
ettari l anno per 'coltivazioni energetiche' nel
primo anno, fino a un milione e 400mila ettari nel
2010. (ANSA). Y62-CAM ECO-ENERGIA: UE, 13,5% ECO-ELETTRICITA' AL 2003; ITALIA 12,8%
(ANSA) - BRUXELLES, 13 MAR - In Europa il
record per l' impiego delle energie
rinnovabili primarie date alla produzione di
elettricita' spetta all'Austria. I dati
relativi al 2003, gli ultimi pubblicati da
Eurostat, l'ufficio di statistica della
Commissione europea, parlano chiaro. In
Austria queste energie hanno coperto il 53,4%
del reale consumo di elettricita'. La media
comunitaria dello stesso anno e' nettamente
piu' bassa . Si oscilla da un 13,5%, se si
considera l'Unione europea a 15, a un 12,6%,
per gli attuali 25 stati membri. Buoni sono
stati anche i risultati in Svezia, 39,9%, in
Portogallo, 36,1% e in Lettonia, 35,4%. Poi si
scende nettamente sotto la soglia del 30%.
Alle energie rinnovabili primarie si ricorre
per il 23,6% in Danimarca, in Spagna per il
22,3%, in Slovenia per il 22% e in Finlandia
per il 21,8%. Un quarto scaglione e' formato
dai Paesi piu' o meno in linea con la media
comunitaria. La Francia si attesta sul 13%,
l'Italia sul 12,8% e la Slovacchia sul 12%.
Per quanto riguarda il nostro Paese in
particolare, il 2003 ha fatto registrare una
flessione anche se le prospettive parlano di
riscossa. A fronte del boom del 18% nel 1994,
in Italia gli anni successivi sono stati
caratterizzati dal calo di energia elettrica
da fonti verdi con il 16,9% nel 1999 e il
16,8% nel 2001. Quindi la discesa con un calo
di 2,5 punti percentuali nel 2002 e di 1,5 nel
2003. Ma guardando avanti, sempre sulla base
dei dati resi noti da Eurostat, nel 2010
l'Italia riservera' alle energie rinnovabili
primarie un quarto del mercato della
produzione di energia elettrica. Dal 9,6%
della Grecia si scende poi al 7,9% tedesco al
4,7% dell'Olanda, al 4,3% dell'Irlanda. Scarso
e' l'impiego di energie rinnovabili primarie
in Lituania, Gran Bretagna, Repubblica Ceca
dove hanno costituito nel 2003 solo il 2,8%
del consumo effettivo di elettricita'. Poca
l'attenzione in questo campo anche in
Lussemburgo, 2,3% e in Belgio, 1,8%. In coda
infine arrivano l'Ungheria, con uno 0,9%, e
l'Estonia con un uso pari allo 0,5%. Cipro e
Malta non utilizzano del tutto energia
rinnovabile primaria per produrre elettricita'.
Per energie rinnovabili primarie si intende
ogni tipo di prodotto energetico, ricavato da
fonti naturali, direttamente utilizzabile. Non
rientrano in questa categoria le
trasformazioni da una forma di energia ad
un'altra. (ANSA). YFZ-GU
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