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La conservazione degli ambienti alpini

nel parco naturale Veglia-Devero

 

 

 

 

 

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GLI OBIETTIVI
Il progetto LIFE Natura del Parco Veglia Devero si prefigge il perseguimento di alcuni obiettivi generali di tutela e miglioramento di ambienti naturali e specie di importanza europea. Il perseguimento di tali obiettivi generali è avvenuto tramite la realizzazione di una serie di azioni.

1. conservazione, riqualificazione ed ampliamento delle superfici degli habitat di interesse comunitario Formazioni erbose di Nardo, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane, Praterie montane da fieno, Torbiere basse alcaline, Torbiere di transizione e instabili, Lande alpine all’interno del SIC e ZPS “Alpi Veglia e Devero”.

2. conservazione dell’avifauna nidificante e migratoria, in particolare delle popolazioni nidificanti di Fagiano di monte (Tetrao tetrix tetrix) e Pernice bianca (Lagopus mutus helveticus).

3. monitoraggio dello status di conservazione del lepidottero endemico Erebia dei ghiacciai (Erebia christi).

GLI AMBIENTI

I pascoli
Buona parte dei pascoli presenti nel SIC, ZPS e Parco Naturale dell’Alpe Veglia e Alpe Devero (per una superficie complesiva di circa 850 ettari) rappresentano un habitat di interesse comunitario denominato “Formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane”, di notevole importanza ecologica ed economica.
Si tratta di praterie “secondarie”, derivate cioè da ambienti arbustivi o forestali, convertiti dal lavoro dell’uomo in pascoli, a fini zootecnici, e mantenuti tali solo grazie al pascolamento del bestiame.
Vengono inquadrati in questa tipologia di habitat formazioni vegetali anche molto diversificate, accomunate dalla presenza, più o meno significativa, di una piccola graminacea, il Nardo o Erba cervina (Nardus stricta).
Nelle aree pascolate caratterizzate da buona disponibilità di acqua e nutrienti, è in grado di svilupparsi un cotico erboso ricco di specie, di notevole valore foraggero, in cui il Nardo è presente solo in modo limitato. Uno sfruttamento disordinato con calpestamento eccessivo della cotica erbosa oppure con pascolamento irregolare avvantaggia invece il Nardo che, molto resistente al calpestio e non appetito dai bovini, tende a formare coperture dense e cespitose, impoverendo il pascolo stesso.
Nel corso degli studi condotti su tale habitat nell’ambito del progetto vi sono state rilevate quasi 200 specie floristiche differenti, una notevole ricchezza dovuta alla vastità e alla continuità che contraddistingue l’habitat in tale territorio, caratterizzato da condizioni di notevoli diversità morfologiche, geologiche e pedologiche.
 

I prati da sfalcio
I prati da sfalcio di montagna vengono classificati dall’Unione Europea tra gli habitat di interesse comunitario e come tale denominati “Praterie montane da fieno”.
Si tratta di formazioni seminaturali, legate cioè alla attività umana e a indispensabili cure agricole quali le pratiche dello sfalcio e della concimazione. Un tempo ampiamente diffusi in tutte le vallate alpine, i prati da sfalcio sono stati ricavati dall’uomo tramite il disboscamento di ambienti naturali arbustivi e forestali, o per bonifica di paludi.
Nel territorio del SIC/ZPS tale habitat è limitato all’Alpe Devero, a Crampiolo, e a piccole superfici in località Vallaro, in corrispondenza delle superfici piane originatesi dal riempimento di conche glaciali che ospitarono laghi e aree umide che furono poi bonificate dall’uomo, come testimoniato da estese opere di canalizzazione di drenaggio ancora oggi visibili.
Oltre a rappresentare una peculiare risorsa agricola e zootecnica (produzione di foraggio invernale), costituiscono un ambiente di straordinaria importanza naturalistica, contraddistinto da elevati valori di biodiversità: nel corso delle ricerche compiute su tale habitat nell’ambito del progetto sono state individuate oltre 150 specie floristiche, alcune delle quali esclusive di questi ambienti.
 

Le lande alpine
Nel SIC/ZPS “Alpi Veglia e Devero” l’habitat di interesse comunitario denominato Lande alpine è rappresentato da ambienti arbustivi tipicamente alpini, per una estensione totale pari a 1990 ettari, il 17% della superficie totale dell’area protetta, suddivisi in due tipologie ambientali: gli arbusteti a Rododendro ferruginoso e gli arbusteti ad Ericacee nane.
 

Le torbiere
La torba è un materiale di origine vegetale, che si forma in ambienti molto umidi per effetto di una incompleta trasformazione di residui vegetali morti in condizioni di saturazione idrica e in assenza di ossigeno. Gli ambienti naturali dove normalmente si accumula la torba prendono il nome di “torbiere”. Le torbiere si formano prevalentemente nelle regioni fredde e umide della Terra. In Italia le torbiere sono relativamente rare e si trovano soprattutto nelle valli alpine chiuse, e in prossimità di bacini naturali, delta fluviali e pianure costiere depresse. La flora e la vegetazione delle torbiere è molto caratteristica e differenziata.
All’interno del SIC/ZPS “Alpi Veglia e Devero” sono presenti numerose aree umide, rientranti in almeno due categorie di habitat di interesse comunitario:

- Torbiere basse alcaline
- Torbiere flottanti e di transizione

Le Torbiere basse alcaline sono presenti in tutte le Alpi, soprattutto in corrispondenza di suoli calcarei; in Piemonte hanno una diffusione limitata, con stazioni accertate relative alle Alpi Graie, Alpi Cozie, Alpi Marittime, e in modo puntiforme nelle Alpi del Piemonte settentrionale. La presenza di un numero notevole di tali formazioni nell’ambito territoriale del SIC/ZPS rappresenta dunque un elemento di grande importanza a livello conservazionistico, come del resto la presenza dell’habitat di interesse comunitario Torbiere di transizione e flottanti, che ha una distribuzione puntiforme a livello di intero arco alpino.

 

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